Giardino delle peonie

foto_pagBR1200Il Giardino delle peonie è un piccolo spazio di terra di forma trapezoidale, di superficie di mq. 1200, all’interno del più ampio e maestoso Parco del Castello di Racconigi; ha un impianto geometrico regolare, delimitato lungo i quattro lati, in parte dal castello, in parte dal muro di cinta e da siepi di carpino intercalate da statue lapidee antiche, sia nella suddivisione delle aiuole e dei viali interni.

In origine orto e frutteto, fu elevato al rango di giardino poco dopo l’Unità d’Italia, come testimonia un disegno di attribuzione incerta risalente al 1864 trovato negli archivi del Castello. Distrutto intorno al 1930, rimase abbandonato fino a inizio degli anni 2000 quando il Sovrintendente Mirella Macera, ritrovato il disegno originario, immaginò di ridare vita a quel luogo ormai dimenticato, con la consulenza dell’arch. Paolo Pejrone e la collaborazione dell’arch. Maurizio Reggi.

«La grande sfida, in assenza d’informazioni sul “materiale vegetale” al tempo previsto – spiega l’arch. Paolo Pejrone – fu quella di selezionare le specie che meglio mettessero in relazione le formalità architettoniche del giardino con l’apparente spontaneità e libertà della natura che lo circondava. Chiuso da muri, protetto da una spessa siepe di carpino appositamente piantata, il piccolo giardino si definiva, infatti, come uno spazio concettualmente diverso da quel parco “all’inglese” con i suoi larghi viali, gli enormi prati e le prospettive rivolte all’infinito. L’armonia dell’insieme si giocò nelle scelte botaniche, che privilegiarono piante di gusto romantico, per storia e per forme». Mappa_Giardino-peonie

A delimitare le aiuole furono scelte semplici bordure di Ophiopogon japonicus, l’antica convallaria, trapiantata da ceppi preesistenti nel Parco. All’interno vennero piantati quattordici alberi di Acer negundo “aureomarginatum”, e alla loro ombra furono poste a dimora una cinquantina di diverse varietà di Hosta. Alcune piantine di violette (Viola odorata) concludevano l’insieme
e costituivano, insieme agli ellebori, quelli di Corsica (Helleborus argutifolius) e di Turchia (H. orientalis), le uniche presenze fiorite del giardino. Nasceva il “Giardino delle foglie”, chiamato così per il loro gioco di verdi chiari e scuri, di diversa tessitura e consistenza e per gli stessi vivaci contrasti.

Da Giardino delle foglie a Giardino delle peonie

Dopo quasi quindici anni, il giardino vive un nuovo inizio. Le Hosta avevano lasciato spazio a un piccolo gruppo di robustissime e vigorose peonie erbacee, Paeonia lactiflora “Krinkled White”, piantate per prova alcuni anni prima in un’aiuola. La donazione da parte del Vivaio delle Commande di altri novanta esemplari di quella stessa peonia, in ricordo della madre della sua fondatrice e proprietaria Gabriella Salvi del Pero Beraudo di Pralormo, Maria Incisa della Rocchetta che spesso era stata ricevuta nel Castello in gioventù dalle figlie di Re Vittorio Emanuele III, ha permesso di prevedere un nuovo futuro per il giardino.

L’intervento significativo di ripristino del giardino, proposto dall’associazione Culturale Conservare per Innovare nell’ambito del progetto Essenza del Territorio. Una rete per le vie sabaude dei profumi e dei sapori è stato realizzato con l’Associazione Le Terre dei Savoia, seguendo le indicazioni del direttore del Castello arch. Giuse Scalva. Il “Giardino delle peonie”, inaugurato nella primavera del 2015, regala di anno in anno, fioriture abbondanti e vistose.

compagnia_SanPaolo

(Scopri il progetto Essenza del Territorio: clicca qui)

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