Palazzo Lucerna di Rorà

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Già Palazzo Oreglia di Novello, conti di Castino e Farigliano e Baroni d’Isola, fu rimodellato fra il 1600 e il 1700 su una struttura d’epoca medievale. A quella ristrutturazione risalgono gli stucchi delle sale del pianterreno, eseguiti dai fratelli luganesi Beltramelli.
Il 24 aprile 1796, come si legge in un documento, «verso le due del pomeriggio una colonna con a capo il generale Massena entrava in Bene e poco dopo veniva raggiunto da Napoleone». Bonaparte fu ospitato a cena a palazzo, per poi trascorrere la notte in un modesto albergo.
All’inizio dell’Ottocento molte sale del palazzo furono rinnovate, probabilmente sotto la direzione di Pelagio Palagi, e arricchite con motivi che ricordano le decorazioni del Castello di Racconigi.

 

Dai primi decenni del secolo scorso il Palazzo è sede del Museo Civico-Archeologico, al quale ci accede attraverso un ampio scalone che la tradizione attribuisce a Filippo Juvarra.
Qui sono raccolti  i reperti più interessanti emersi durante gli scavi condotti sul sito di Augusta Bagiennorum da Giuseppe Assandria e Giovanni Vacchetta, a cavallo tra Ottocento e Novecento.

Fu in particolare Assandria a occuparsi della sistemazione del museo. Uomo di grande ricchezza culturale (e materiale), era botanico, araldista e numismatico (si dice che le sue collezioni facessero concorrenza a quelle di re Vittorio Emanuele III). Per progettare le vetrine del museo si recò a Il Cairo, dove studiò un progetto che fece in seguito realizzare da alcuni artigiani di Bene Vagienna.

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